Help Woman Prison, il nuovo progetto che si unisce a Miriam

Siamo davvero felici di informarvi che dopo due anni di incontri, e-mail, richieste e strette di mano abbiamo raggiunto l’obiettivo di implementare con il 6° progetto il Miriam.
Il 26 giugno 2020 abbiamo infatti avviato il progetto “Help Women Prison” con il quale realizzeremo un laboratorio dove le detenute, che già sosteniamo con il progetto “Help Children Prison“, potranno acquisire abilità professionali da parrucchiere e produzioni artigianali. Lo scopo è quello di insegnare un mestiere, alle detenute prossime alla libertà, in modo da consentirgli di trovare un lavoro, occuparsi di loro stesse e delle loro famiglie e permettergli così il reinserimento sociale nelle comunità di provenienza. In questo progetto finanzieremo la costruzione, l’acquisto di tutti i materiali e strumenti necessari per le attività professionali e i salari degli insegnanti che terranno i corsi. La direzione della prigione curerà la gestione del centro e sarà affiancata dalle suore per l’assistenza alle detenute.
Ringraziamo l’Uganda Prison Service di Kampala, che oltre ad autorizzare questo nuovo progetto ci ha prorogato la collaborazione con la Direzione della prigione Ndorwa.
Grazie a tutti


Help Kitabu Maternity FASE 2 – arrivato tutto il materiale sanitario

Help Kitabu maternity FASE 2

Come ci eravamo ripromessi, il 31 marzo scorso è giunto a Kitabu tutto il materiale diagnostico e sanitario per il reparto maternità.
Nonostante le difficoltà dovute alla chiusura di tutte le attività, a causa del COVID-19, che anche l’Uganda ha adottato per evitare la diffusione del virsu.
Siamo felici di potervi dare questa notizia, che ci alleggerisce la tensione che si era creata a causa della pandemia.
Appena tutta la strumentazione sarà installata vi mostreremo un video.

Ringraziamo di cure tutti i sostenitori e la Fondazione Vittorio Arrigoni per averci consentito di raggiungere anche questo importante traguardo.
A presto


Immagina la tua Africa – primo contest di disegno per bambini

Immagina la tua Africa
Questo è il tema del primo contest di disegno organizzato da AICO in collaborazione con il Parco Divertimenti Oasi Park.
Ogni bambino dai 0 ai 12 anni può partecipare, gratuitamente, consegnando un suo disegno con cui racconta la sua Africa.
Per partecipare bisognerà compilare e consegnare il modulo di adesione, insieme al disegno, e seguire le indicazioni riportate dal regolamento.
Vi aspettiamo numerosi

 


Progetto Miriam – invio fondi per le iniziative

Giovedì 13 febbraio abbiamo provveduto all’invio dei fondi per sostenere il Progetto Miriam.
Detti fondi, per un importo di 32.500€ saranno suddivisi per tutti i progetti che stiamo seguendo in Uganda.
La parte più importante, pari a 21.000€ saranno destinati alla FASE 2 del Progetto Help Kitabu Maternity e saranno utilizzati per l’acquisto di strumenti diagnostici e sanitari per il reparto maternità, gli altri fondi sono stati destinati ai progetti Help Kabale School, Help Mbarara Mission, Help Children Prison e Sostegno Wembabazi Father.
Nel prossimo mese di maggio, il Presidente Mauro Tripodi accompagnato da David Melandri, alla sua terza missione, e Silvia Melandri, alla seconda missione, andranno a Kitabu per inaugurare il nuovo materiale sanitario e successivamente incontreranno gli altri partners a Mbarara, Kabale e Rwentobo.
Ringraziamo tutti i nostri sostenitori per consentirci tutto questo, un ringraziamento alla Fondazione Vittorio Arrigoni per l’importante contributo per la Fase 2 a Kitabu.


Marco ed Emanuela visitano i progetti a Kabale – emozione pura

Oggi pubblichiamo la seconda parte del pensiero di viaggio di Marco ed Emanuela, questa volta in visita ai nostri progetti Help Kabale School e Help Children Prisona a Kabale.
Nelle belle parole espresse verso il nostro operato, che ci riempiono di gioa ed orgoglio, traspare un evidente emozione per l’esperienza vissuta.
Siamo certi che quanto visto e provato, dai questi due ragazzi bolognesi, rimarrà scolpito nel loro cuore.
Grazie

Il lungo viaggio da Entebbe a Kabale attraversa una natura ricca di laghi, fiumi foreste, savane e montagne  di un colore predominante, il verde dalle mille tonalità che si mescola con la terra a volte rossa come il fuoco.
In questo paesaggio si incontrano persone, tante persone che girano lavorano ti osservano  e sono ovunque, anche nei luoghi più isolati, camminando per chissà quale meta.
Non vanno certo dimenticati i gorilla di montagna, motivo principale per cui i turisti si recano qui, oltre naturalmente ai leoni ai leopardi, alle giraffe ai bufali ecc.
Direi che il quadro è perfetto per un’esperienza unica di vacanza Africana.
Questo è quello che normalmente un turista riesce a visitare in Uganda, ma noi grazie a Mauro, che già ci aveva ospitato nella sua missione sulle montagne di Kitabu, siamo finiti in carcere!
Al nostro arrivo a Kabale ci siamo diretti verso la missione delle Suore dell’ordine di Maria Madre della Chiesa, dove siamo stati accolti da Suor Rosemary e da altre sorelle.
Dopo averci offerto la colazione siamo andati a visitare la scuola, che nel periodo scolastico ospita quasi 1000 bambini, purtroppo però vuota alla nostra visita che ha coinciso con le feste natalizie.
La povertà delle persone del luogo fa si che molte famiglie rinuncino a mandare i figli a scuola sia per i costi sia per l’aiuto che questi possono dare in casa.
Grazie a questa missione e al supporto di AICO che ha contribuito a sistemare gli impianti elettrici a ritinteggiare e a sistemare le coperture degli edifici, le suore sono riuscite a facilitare le famiglie e a coinvolgere più bambini, offrendo oltre allo studio, vitto e alloggio.
Finita la visita e dopo esserci recati ad acquistare alcune cose utili per le donne che vivono in carcere con i loro bambini ci siamo diretti verso la prigione di Kabale insieme a Suor Rosmary.
Arrivati all’ingresso del carcere, lasciamo qualunque oggetto di potenziale pericolo compreso il cellulare.
Non esiste nel carcere un ingresso riservato alla parte femminile, ci dicono che fa parte di un progetto futuro,  questo implica attraversare il cortile dove circa 500 uomini vestiti di un giallo fosforescente girano liberamente.
Il giallo della divisa è l’unica cosa distinguibile in quanto la pigmentazione della pelle è talmente scura da confondersi con il colore della terra, rendendo invisibili i volti.
L’impressione è quella di essere circondati da divise vuote che girano e ci circondano.
Ma gli occhi bianchi come il latte si distinguono perfettamente e ad un tratto ci troviamo con tutti questi occhi puntati verso di noi un pò incuriositi un pò sorpresi.
C’è anche un’altra  luce che ci rassicura al passaggio, sono i sorrisi che alcuni ci rivolgono.
Arrivati nella parte femminile ci sentiamo quasi rassicurati, incuranti del fatto che prima o poi saremmo dovuti tornare da dove eravamo arrivati.
Le donne che indossano la stessa uniforme al nostro arrivo si  distraggono alla presenza di due bianchi, che invece di continuare a visitare le bellezze del loro paese sono li in carcere con loro.
Non abbiamo idea in quali reati sono coinvolti gli ospiti del carcere, ma questo nemmeno ci interessa.
L’interesse è tutto rivolto a queste madri, attente ad accudire i loro figli, nati e cresciuti all’interno di un carcere, con un alimentazione e un ambiente  non idonei a un bambino di quell’età.
Ci meravigliamo nell’osservare quanto queste donne sono complici nell’allattare giocare ed accudire questi bambini senza preoccuparsi di chi sia la madre di chi.
Inoltre grazie a Mauro e al progetto di AICO questi bambini sono ben nutriti e igienicamente curati, sicuramente meglio di quelli incontrati lungo la strada.
Dopo una nostra breve presentazione, le donne ci hanno dedicato un canto di benvenuto, lasciandoci letteralmente senza parole immersi nella gioia di tale accoglienza.
Ritornare all’esterno passando per il cortile maschile dopo tante emozioni è una passeggiata, tanti i sorrisi e i saluti che ci hanno accompagnato all’uscita.
Una goccia nel mare, un lavaggio di coscienza, così tanti potrebbero pensare superficialmente, ma in realtà qualcosa di concreto e costante arriva a facilitare la vita di bambini innocenti costretti a vivere una condizione da carcerati ancor prima di poter parlare e di aver commesso alcun reato se non quello di essere nati nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, senza nessuna colpa di questo e senza la sentenza di nessun giudice che li costringa a questa punizione.
Un grazie speciale a Mauro sia per il suo operato sia per averci dato la possibilità in totale autonomia di poter vedere direttamente come i suoi sforzi e gli sforzi di AICO stiano avendo ottimi risultati.”
Marco & Manu


Pensiero di viaggio di Marco e Manu a Kitabu

Per noi è sempre un grande piacere aprire le porte dei nostri progetti a chiunque voglia toccare con mano ciò che facciamo.
Oggi pubblichiamo le foto e il pensiero di viaggio di Marco ed Emanuela in seguito alla loro visita al progetto Help Kitabu Maternity
Grazie di cuore ragazzi, sia per le meravigliose fotografie sia per le bellissime parole.

La rete stradale in Uganda, nonostante ci sia un intenso lavoro di costruzione, non possono considerarsi agevoli, spesso sono semplici sterrati di terra dura piena di buche e sicuramente impraticabili durante la stagione delle piogge.
La strada per arrivare alla missione di AICO è veramente impervia, difficile da percorrere in condizioni di tempo buono, certamente quasi impraticabile durante le piogge.
Un’ora di arrampicata in salita fra le montagne con una buona jeep, un vero e proprio “African Massage” come lo definiscono i locali, con bellissimi scorci di panorama sul lago George, ma altrettanti strapiombi ovviamente senza protezioni.
Tutto questo per sottolineare come il tempo e il tragitto da noi percorso è il medesimo che una donna in stato interessante o in procinto di partorire deve percorrere per arrivare al primo presidio ospedaliero in grado di prestare le cure necessarie.
Ciò premesso diventa evidente come il progetto di AICO sia una vera manna dal cielo per queste donne che vivono così lontano da qualsiasi servizio sanitario e si troverebbero a dover affrontare a piedi o in moto un tragitto infernale  a prescindere, ma soprattutto per la loro condizione.
Sottolineo in moto o a piedi in quanto gli abitanti dei villaggi di montagna non possono certo permettersi di avere una jeep o un mezzo per potersi recare alla struttura ospedaliera più vicina.
Grazie all’intervento di Mauro invece, arrivati finalmente al villaggio, dopo essere stati accolti da Padre Pascal, Padre David e altri componenti della diocesi, che si sono preoccupati di offrirci un ottimo pranzo, visto il nostro viaggio iniziato alla mattina presto e giunto alla missione alle tre passate, abbiamo potuto visitare una nuova struttura dotata di un Dottore di infermiere e un’assistenza sanitaria.
Oltre a una zona dove le gestanti vengono ricevute all’interno della struttura sono presenti un ambulatorio e le stanze di degenza.
Sono in fase di realizzazione inoltre altri ambulatori per assistenza più specifica.
Il tutto è caratterizzato da un eccellente pulizia, non scontata viste le condizioni in cui gli abitanti del villaggio vivono, ma sicuramente necessaria data la tipologia della struttura.
All’interno della maternità inoltre abbiamo potuto far visita sia a una donna prossima al parto sia a una ragazza divenuta madre da poco, ancora assistita ,grazie alla struttura, nei giorni seguenti al parto.
L’accoglienza sia all’esterno dagli abitanti del villaggio, sia all’interno della maternità è stata a dir poco calorosa.
I bambini del villaggio hanno contribuito a rendere questa esperienza molto emozionante, accompagnandoci insieme a Padre David e Padre Pascal a visitare il resto del villaggio e rendendo questa giornata ricca di sorrisi colori e immagini che resteranno per sempre nei nostri cuori.
Un grazie speciale a Mauro che con AICO ha realizzato questo importantissimo progetto e  grazie di averci permesso d’entrare in contatto con persone e situazioni capaci di ricordare come in alcune parti del mondo possa diventare difficile e soprattutto molto pericoloso, senza le cure necessarie, dare alla luce un bambino.”
Marco & Manu


Un altro anno insieme

Un altro anno è passato e voi siete stati sempre al nostro fianco.
Insieme abbiamo raggiunto obiettivi importanti e siamo riusciti a sostenere tutte le progettualità che, ormai da anni, stiamo seguendo in Uganda e in Italia.
Per questo vogliamo ringraziarvi tutti con questo breve video sulle attività svolte nel 2019.
Per in 2020 abbiamo altre sfide da affrontare ma insieme le affronteremo e insieme raggiungeremo nuovo obiettivi e soddisfazioni.


Missione AICO 2019 Uganda – 4/13 ottobre 2019 emozione pura

La #aicomissione2019 si prospettava intesa e ricca di emozioni, e a sentire il racconto del nostro Presidente Mauro Tripodi, non ha deluso le aspettative.
Partita da Roma lo scorso 4 ottobre alle 23.55 e terminata alle 05.00 di domenica 13 ottobre, la missione è stata, come detto molto intensa, infatti ha toccato tre cittadine, Entebbe, Mbarara e Kabale, e tre villaggi, Kitabu e Rwentobo e Nakivale. Sono stati percorsi oltre 1.400 Km in otto giorni e visitati cinque progetti.
Tanto lavoro da svolgere in pochissimo tempo, ma il gruppo guidato dal Presidente e composto da Danilo Melandri, Elvira Nigro, Sara Melandri e Roberto De Angelis, è riuscito a raggiungere l’obiettivo .
La missione, dopo la prima notte passata a Mbarara da Padre Mansueto si è diretta, domenica 6 ottobre a Kitabu dove, alla presenza della comunità e di autorità locali e della Diocesi di Kasese si è inaugurata la nuova maternità. In seguito all’inaugurazione si è svolto un meeting nel quale si è parlato degli sviluppi del progetto Help Kitabu Maternity. Il giorno 7 ottobre il gruppo si è trasferito a Rwentobo, dove è rimasto per l’intera giornata dell’8, ospite della casa per volontari seguita da Giorgio e Marta. A Rwentobo la giornata è passata velocemente insieme alle bambine del Centro Wembabazi Father tra un gioco il pranzo i balli e i canti si è arrivati a sera. Il 9 nuovo trasferimento in direzione Kabale, dove sono stati visitati i progetti Help Children Prison ed Help Kabale School. Anche a Kabale il gruppo è stato attraversato da forti emozioni dovute all’incontro con le detenute e i bambini della prigione nonché all’affetto dei bambini della scuola. L’accoglienza riservata al gruppo da Sister Margaret e Sister Rosemery è stata fantastica. Il giorno 10 trasferimento a Mbarara da Padre Mansueto, dove si è fatta visita al progetto Help Mbarara Mission. Il giorno 11, dopo aver ultimato la visita delle scuole gestite dalla missione di padre Mansueto, il gruppo si è diretto a Nakivale, uno dei campi profughi più grandi dell’Uganda, dove oltre i nostri volontari sono rimasti duramente colpiti per due aspetti principali, l’enorme distesa di capanne e la grande civiltà nella quale oltre 160.000 rifugiati di otto paesi diversi e religioni diverse convivono pacificamente nonostante le grandi difficoltà.
Il 12 ultimo trasferimento ad Entebbe per far rientro a casa.
Insomma una missione emozionate che ha lasciato tanto nel cuore dei nostri volontari, ma anche crediamo, nel cuore delle tantissime persone che l’hanno seguita grazie ai contributi che i volontari inviavano quotidianamente dal posto.
Ringraziamo tutti per il sostegno e la fiducia che ci dimostrate.


BUON FERRAGOSTO DA TUTTI I VOLONTARI AICO

Oggi per augurarvi un buon ferragosto pubblichiamo quattro foto.
Le prime due vengono da Kitabu, dove dopo la ristrutturazione si torna a dare la vita in un posto degno.
Le altre due vengono da Kabale, dove sono stati consegnati i generi di prima necessità per i bambini e le donne detenute.

Il sociale non va mai in ferie
Grazie


Invio fondi per il progetto Help Kitabu Maternity ed Help Kabale School

Questa mattina abbiamo provveduto ad inviare la terza ed ultima parte dei fondi per il progetto Help Kitabu Maternity e la seconda parte per il progetto Help Kabale School.
Questo è stato possibile grazie ai fondi del 5X1000 e all’aiuto dei nostri sostenitori.
Vi ringraziamo davvero di cuore per il sostegno e la fiducia che ci accordate.
Grazie